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SUMMARY:La casa chiusa
DESCRIPTION:Dopo 7 anni\, torna lo spettacolo VINCITORE DI 10 PREMI NAZIONALI\, in una nuova edizione e con un cast rinnovato. Cosa succederebbe se la casa di un prete diventasse una… “casa chiusa”?! Da questa domanda impensabile prende vita questa divertentissima commedia\, i cui protagonisti sono due fratelli: un delinquente ed un sacerdote. Quest’ultimo è costretto ad ospitare in casa sua una escort\, accettando i ricatti del fratello che\, a sua volta\, è alla mercé di un grosso boss mafioso\, suo complice in una rapina. Ne scaturisce una situazione paradossale che determina una infinita serie di momenti esilaranti scanditi da un ritmo incalzante\, in cui vengono denunciati tra le righe temi scottanti di grande attualità. E’ la commedia del rovesciamento delle parti: il bene e il male\, il morale e l’immorale\, la legge divina e quella umana\, con continue mescolanze e inversioni di ruolo. E’ la commedia degli argomenti scomodi: prostituzione e Chiesa\, affrontati con leggerezza e brio\, senza ipocrisie e volgarità. E’ la commedia della ridicolizzazione delle “divise”\, intese seguendo la filosofia di Totò\, ossia quella della divisione dell’umanità in “uomini e caporali”. “La casa chiusa” è un testo brillante che\, in un turbine di risate\, pone domande e questioni irrisolte\, lasciando lo spettatore libero di riflettere e giudicare. Non vi vergognerete di aver riso tanto…!!!
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CATEGORIES:Festival "Bombetta d'Oro"
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SUMMARY:Cantata dei pastori
DESCRIPTION:TRAMA\nImmaginiate due napoletani\, due morti di fame\, Razzullo\, scrivano in abiti settecenteschi\, capitato in Palestina per il censimento voluto dall’Imperatore Romano\, e Sarchiapone\, suo compaesano\, in fuga per i crimini commessi\, mentre Giuseppe e la Vergine Maria vagano in cerca di alloggio per far nascere Gesù. Immaginate una tribù di Pastori in attesa del Messia. Immaginate una turba di Diavoli\, mandati da Lucifero sulla terra per uccidere la Sacra Coppia\, spaventare e torturare in tutti i modi i due disgraziati compagni\, che le provano tutte pur di trovare un lavoro che permetta loro di mangiare. Immaginate l’Arcangelo Gabriele\, armato come un San Michele\, proteggere tutti\, ricacciare le Furie nel buio dell’Inferno e permettere che nasca il Redentore. Immaginate. \nSTORIA\nIL VERO LUME TRA LE OMBRE\, era il titolo di una sacra rappresentazione data alle stampe\, nel 1698\, dal gesuita Andrea Perrucci\, che firmava con lo pseudonimo di Casimiro Ruggero Ugone\, scritta con intenti moraleggianti\, per contrastare i rituali con i quali il popolino onorava le feste come il Carnevale e il Natale. Dalla metà dell’ottocento il titolo si cambiò in: LA CANTATA DEI PASTORI. Verso la fine del settecento\, al povero Razzullo che\, senza coprotagonista non aveva modo di inventare lazzi e contrasti tipici della Commedia dell’Arte\, venne affinacato Sarchiapone\, un suo doppio\, una sua evocazione\, un suo mister Hyde\, un gangster travestito da clown. Sarchiapone\, al contrario dello spaventatissimo Razzullo\, non ha paura di nulla\, nemmeno dei draghi dell’Inferno. Assassino\, ladro\, gobbo\, deforme\, maligno\, bugiardo\, in poche parole il beniamino di noi bambini. La Cantata\, a dispetto del titolo\, non aveva canzoni. Anno dopo anno il popolo ha arricchito il copione con tutti i linguaggi\, alti e bassi del teatro: farsa\, avanspettacolo\, commedia dell’arte\, musical. Già nell’ultimo dopoguerra Sarchiapone appariva cantando le canzonette più in voga\, con il massimo godimento del pubblico. La tradizione popolare stravolse a poco a poco quel testo della controriforma\, volgarizzandolo\, rovesciandone gli intenti educativi\, edificanti\, riuscendo così a strapparlo dall’ineluttabile oblio del tempo. Lo spettacolo andava in scena alla mezzanotte del 24 dicembre. Al popolino\, dopo la cena della Vigilia\, toccava fare una scelta: a Messa o a Teatro? \nREGIA\nUn’edizione nuovissima della Cantata. Un’ora e quaranta minuti\, senza intervallo. Nuove scene\, nuovi i costumi e le musiche\, nuovi gli attori e i cantanti\, per giocare i loro ruoli con PEPPE BARRA\, che incarna da cinquant’anni il pulcinellesco Razzullo. LALLA ESPOSITO\, già in coppia con Peppe nella trionfale tournée dell’anno scorso con Non c’è Niente da Ridere\, interpreterà un comicissimo Sarchiapone. Uno spettacolo che vuole mettere al centro la lingua\, la musica\, la storia della città di Napoli\, unico luogo al mondo dove sia stato possibile creare\, e conservare così a lungo\, uno spettacolo dal genere indefinibile\, un unicum teatrale\, frutto di secoli di devozione. Uno spettacolo che sia\, allo stesso tempo\, colto e popolare\, comico e sacro\, profondo e leggero\, commovente e divertente per un pubblico di grandi e di piccini. Uno spettacolo all’antica italiana\, dove\, sulle tavole scalcagnate\, i guitti impersonavano più ruoli\, in una girandola di travestimenti che diverte il pubblico e spaventa i due affamati protagonisti. Gli altri collaboratori artistici sono\, squadra vincente non si cambia\, Carlo De Marino per le scene\, Annalisa Giacci per i costumi\, Giorgio Mellone per le musiche dal vivo\, Francesco Adinolfi per le luci\, Francesco Esposito l’aiutoregia. La regia è di Lamberto Lambertini.
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SUMMARY:Musica del Destino
DESCRIPTION:L’Orchestra filarmonica pugliese nel concerto “Musica del Destino” con Enrico Dindo al violoncello e direttore d’orchestra. \nProgramma: \nW. A. Mozart – Ouverture da “Le Nozze di Figaro”\nP.I. Tchaikovsky – Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra\, op. 33\nL. van Beethoven – Sinfonia n. 5\, op. 67
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SUMMARY:Roberto Lipari
DESCRIPTION:“..E ho detto tutto” è l’espressione tipicamente usata da chi vuole mettere un punto ad una discussione\, ma è anche un modo per rafforzare ciò che si dice. In questo secondo caso diventa il correlativo di “sono convinto di ciò che ho detto”. Roberto Lipari utilizza tale frase nella sua duplice accezione. Lo spettacolo è concepito come una vera e propria discussione in cui Roberto esprime\, con la sua ormai nota comicità\, un punto di vista sul mondo che ci circonda\, portando avanti le sue convinzioni e aggiungendone di nuove. Riprende infatti il suo repertorio comico rafforzando i principi\, esprimendo nuovi punti di vista alla luce della trasformazione che la nostra società sta vivendo negli ultimi anni. Una trasformazione che ha coinvolto la quotidianità di tutti noi disegnando una società fluida nella quale sono nate nuove prospettive sui grandi temi quali l’ecologia\, l’economia\, la scuola\, i vecchi e i nuovi media.\nCon la sua comicità Roberto attraverserà le storture e i paradossi di questa nuova società con lo sguardo leggero e disincantato. Dietro la risata\, l’analisi e la riflessione offrono nuovi spazi e nuovi punti di vista.
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SUMMARY:Gli uomini hanno sempre torto - Replica
DESCRIPTION:A GRANDE RICHIESTA torna il one man show di Silvano Picerno! \nUn viaggio attraverso le varie età dell’amore\, dall’amore con… sé stessi fino ad arrivare all’amore per i figli e persino all’amore senile\, quando tutto sembra compromesso… o forse no. Un racconto in cui molti si immedesimeranno\, attraverso la risata e il paradosso\, perché in fondo parla della vita di tutti noi. Ma in amore gli uomini hanno sempre torto? A questa domanda ostica tenterà di rispondere Silvano Picerno con il suo monologo brillante\, alternando momenti di stand-up comedy all’interpretazione di personaggi\, dando fondo a tutto il proprio repertorio attoriale. Uno spettacolo inedito\, in prima assoluta\, per una sfida teatrale in cui l’attore altamurano vestirà i panni di mattatore\, per la regia firmata da Giorgio Zuccaro.
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SUMMARY:Trappola per topi
DESCRIPTION:Il 25 novembre 1952\, all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta “Trappola per topi” di Agatha Christie. Da allora\, per 70 anni ininterrottamente\, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Ed ora tocca a noi… Non è consueto per me\, spesso regista drammaturgo in proprio\, misurarmi con un classico della letteratura teatrale. Certo da interpretare\, ma da servire e rispettare. Ma non ho avuto dubbi ad accettare. Perché “Trappola per topi” ha un plot ferreo ed incalzante\, è impregnata di suspense ed ironia\, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere\, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché. In fondo è questo che cerco nel mio lavoro: un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde\, dice il poeta\, il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. Altra considerazione: nonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British\, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei\, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto\, un po’ calligrafico o di maniera\, fatto spesso di boiserie\, kilt\, pipe e tè. Stereotipi della Gran Bretagna non lontani dalla semplicistica visione dell’Italia pizza e mandolino. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca\, ma siano vivi e rappresentabili oggi\, perché i conflitti\, le ferite esistenziali\, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo\, dell’io diviso\, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie\, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana\, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Ettore Bassi come protagonista è emblematica\, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. Come sempre: metodo e follia. E poi c’è la neve\, la tormenta\, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza\, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico. \nGiorgio Gallione
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