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SUMMARY:Gianfelice Imparato in "IL MEDICO DEI PAZZI"
DESCRIPTION:Il medico dei pazzi (1908) è una delle più celebri farse di Eduardo Scarpetta\, un congegno comico perfetto fondato sull’equivoco. Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta\, ricchi e ingenui proprietari terrieri\, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo\, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo\, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie\, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia.\nIn questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta\, poco dopo la Legge Basaglia\, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni\, a Napoli come nel resto d’Italia\, la\nriforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure\, diffidenze e smarrimento. Non si tratta di un pretesto d’epoca\, ma di un contesto reale in cui la farsa di Scarpetta trova nuove risonanze e si trasforma in una commedia amara\, dove la comicità assume un carattere più umano. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile\, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e\, forse proprio per questo\, ancora più comico.\nNella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche: un musicista di strada\, un “Maggiore” appena e ingiustamente congedato\, un “attore” ingenuo e privo di talento che studia\nossessivamente la parte di Otello\, una madre invadente in cerca di un fidanzato per la figlia esageratamente timida\, uno scrittore inconcludente e un direttore zelante che tenta invano di\ntenere tutto insieme. Tra loro si muove Don Felice\, sempre più spaesato e terrorizzato\, fino a riconoscere in sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.
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SUMMARY:Francesco Procopio in “NEMICI COME PRIMA”
DESCRIPTION:La morte che genera la vita\, il vero senso del nostro essere qui ed ora. Un momento tragico con il quale ognuno di noi dovrà interfacciarsi prima o poi\, attraverso la perdita di un congiunto\, di un conoscente\, di un amico\, che però avrà\, a differenza di quanto immaginato\, dei risvolti assurdi\, paradossali al limite dell’esilarante.\nTutti noi ci aggiriamo nell’indissolubile legame tra la vita e la morte\, ritrovando nella morte di una persona cara l’unico modo per dire pienamente sì alla vita\, lasciando che il temuto momento si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale\, il nostro bene più prezioso.\nUn punto di vista ironico e leggero per raccontare quello che per molti rappresenta un momento di profonda inquietudine\, triste e spaventoso\, cosi tanto terrificante da convergere nel paradossale.\nInsomma se per tutta la vita abbiamo sofferto al solo pensiero che potesse arrivare il momento della dipartita di un parente stretto\, al suo capezzale invece\, assumiamo comportamenti assurdi e paradossali\, tali da rendere la situazione inevitabilmente esilarante.\nParte la frenetica ricerca\, in maniera spasmodica\, di tutto quanto possa darti piacere\, felicità\, ma soprattutto godimento. Una narrazione esilarante\, perché lo spettatore si riconoscerà\, pur senza ammetterlo\, in “Nemici come prima”\, nei goffi atteggiamenti\, nelle sue divertentissime sfumature\, negli spunti di riflessione\, a volte più necessari di quello che crediamo.
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SUMMARY:Martina Colombari in “VENERDÌ 13”
DESCRIPTION:Giacomo e Alice hanno invitato a cena una coppia di amici. Lui\, però\, si presenta solo e completamente distrutto. Ha appena saputo che l’aereo sul quale viaggiava la moglie è precipitato in mare. In attesa di notizie\, assieme al potenziale vedovo\, per sapere se la moglie è o no tra i sopravvissuti\, la coppia scopre di aver vinto il Superenalotto di quel venerdì… Da quel momento in poi la parola d’ordine diventa “non manifestare la propria gioia”! Nel corso della movimentata serata si susseguiranno numerosi colpi di scena. \n 
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SUMMARY:Emilio Solfrizzi in  “FALSTAFF”
DESCRIPTION:Falstaff – “L’arte di farla franca” è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière\, due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie. Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molièriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso\, e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come nelle Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche\, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco\, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola\, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione\, tipicamente umana\, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte.
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SUMMARY:Emilio Solfrizzi in “FALSTAFF”
DESCRIPTION:Falstaff – “L’arte di farla franca” è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière\, due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie. Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molièriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso\, e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come nelle Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche\, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco\, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola\, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione\, tipicamente umana\, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte.
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SUMMARY:Giovanni Esposito in “BENVENUTI IN CASA ESPOSITO”
DESCRIPTION:Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi\, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti. E perché è ossessionato dal ricordo del padre Gennaro\, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità\, a Napoli. Così Tonino\, tra incubi e imbranataggini\, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari\, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto\, che ha preso il posto del padre. E quando non ce la fa più\, quando tutto e tutti si accaniscono contro di lui\, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo. Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà\, la capuzzella del Capitano si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica “collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti\, che trovano il loro culmine nel periodo in cui Tonino\, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto\, viene messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione. Intorno a Tonino\, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili: Patrizia\, moglie di Tonino\, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta\, genitori di Patrizia\, che si strapazzano di continuo; Manuela\, vedova del boss Gennaro\, donna dai nobili sentimenti; Tina\, giovane figlia di Tonino e Patrizia\, che combatte la condotta illegale del padre. In casa Esposito non manca una presenza animalesca: Sansone\, un’iguana del genere meditans\, che fa da contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia. La commedia è un insieme di dialoghi irresistibili\, colpi di scena e messaggi di grande valore etico\, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità\, rispolvera la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.\nUn modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita\, perfettamente in linea con i contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”\, che è stato un vero e proprio caso letterario. Un libro che ha scalato le classifiche grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che è stato adottato da scuole\, istituzioni pubbliche\, associazioni antimafia\, comitati civici\, gruppi che si battono per la Legalità.
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CATEGORIES:Rassegna "Mettiamoci in prosa"
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SUMMARY:Giovanni Esposito in “BENVENUTI IN CASA ESPOSITO”
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SUMMARY:Massimiliano Gallo in “MALINCONICO”  Moderatamente felice
DESCRIPTION:Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario\, e successivamente televisivo\, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico\, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti\, in fondo prevedibili e noiosi)\, affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo\, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema\, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta\, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico\, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta\, disorientata e confusa\, adulta e infantile\, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere\, che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano\, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori\, professionisti\, genitori\, coniugi\, amanti\, amici: le tante\, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta\, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che\, come ci ha insegnato un maestro del teatro\, non finiscono mai. Il nostro spettacolo vedrà in scena\, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete\, il solo Vincenzo Malinconico\, che si abbandonerà\, con il suo flusso narrante rimuginatorio\, filosofico\, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere\, cioè parlare all’intelligenza dell’altro)\, a un lungo\, confidenziale monologo con il pubblico\, raccontandosi tematicamente. Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione\, sentimenti\, famiglia\, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano\, e che darà modo al pubblico di ritrovare\, nella causticità fisica del palcoscenico\, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
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