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SUMMARY:Gente di facili costumi
DESCRIPTION:Protagonisti della pièce sono Anna (Giulia Fumo)\, nome d’arte sul lavoro “Principessa”\, una prostituta che sogna di diventare “giostraia”\, che rincasa tardi la notte\, disordinata e rumorosa che\, ovviamente\, disturba l’inquilino del piano di sotto\, che soffre d’insonnia. E Ugo (Flavio Insinna)\, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema\, l’inquilino del piano di sotto\, che sogna di fare un film d’arte e avrebbe bisogno di un po’ di tranquillità per concentrarsi. Ma che ovviamente non riesce a dormire né a lavorare a causa di Anna.
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SUMMARY:Campagna abbonamenti - Stagione 25/26
DESCRIPTION:Ecco i prezzi degli abbonamenti della Stagione 2025/2026 “Imagine\, we can!”. \nA tutte le tariffe va sommato il costo della prevendita.  \nI ridotti sono riservati esclusivamente agli studenti under 25 anni. \n \nGli abbonamenti non sono acquistabili ONLINE. Per maggiori informazioni CLICCA QUI.
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SUMMARY:Giuseppe Zeno\, Euridice Axen "TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO..."
DESCRIPTION:Affrontare a teatro Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto di Lina Wertmüller\, una delle maggiori registe del cinema italiano -autrice che ha profondamente segnato la cultura e l’immaginario del nostro Paese -è una sfida che abbiamo deciso di accettare con la dovuta umiltà. La nostra versione di Travolti…\, basata sul testo teatrale di Lina Wertmüller (la sua opera postuma! Quale onore…) scritto con Valerio Ruiz\, ricolloca la storia nella dimensione del contemporaneo\, scegliendo come nuovo campo di battaglia il differente clima socioculturale di una società tardo capitalista\, in cui nuove tensioni e nuove contraddizioni determinano e orientano conflitti e emozioni tra i personaggi.\nNegli ultimi\, recentissimi\, anni abbiamo infatti assistito a uno stravolgimento degli equilibri di genere\, e abbiamo visto maturare una coscienza completamente nuova e una prospettiva più sfaccettata e inclusiva su temi come il sesso e la razza\, che assumono un peso fondamentale all’interno di un testo come questo. Se l’acquisizione di queste nuove consapevolezze nutre gli animati battibecchi del primo atto\, ambientato sul lussuoso yacht già presente nel film -le litigate tra Raffaella e Toti\, amici/nemici portatori di valori inconciliabili\, le continue scaramucce tra Raffaella e Gennarino\, i cominci scambi tra Gennarino e il suo capo Pippo –è nel secondo atto\, quando Gennarino e Raffaella\, ormai naufraghi\, approdano sull’isola\, che il mutamento degli equilibri di genere assume una decisiva importanza drammaturgica\, ridefinendo anche gli equilibri tra i due protagonisti.\nFarsi carico di tutto ciò\, non significa però smussare la tagliente ironia e l’energia caustica che contraddistinguono Lina Wertmüller: pur riequilibrando i rapporti di forza tra i due protagonisti in nome della parità di genere\, il testo non perde la sua capacità di provocare\, divertire\, spiazzare. Travolti… è un racconto d’amore e di lotta di classe e\, anche se il terreno di conflitto dei due personaggi ha subito degli slittamenti dal 1974 a oggi\, la crepa che li divide resta insanabile: una destinata ad andare avanti per la propria strada di privilegio\, l’altro destinato ad essere lasciato indietro.\nLo spettacolo\, quindi\, evoca il film senza imitarlo\, traducendo la visione cinematografica in azione teatrale: tanto con la presenza e la fisicità degli attori che in scena sudano\, si rincorrono\, lottano\, si amano\, quanto ricorrendo a una dimensione simbolica che lascia aperto allo spettatore uno spazio di immaginazione e memoria\, quanto ancora attraverso l’affilatezza di dialoghi grotteschi\, struggenti o comici. Da questo punto di vista\, è per me una straordinaria risorsa lavorare con attori di grande talento e sensibilità come Euridice Axen e Giuseppe Zeno. Due interpreti capaci di far vibrare le corde della passione e dell’ironia e di trovare una propria personale misura per dare corpo ai ruoli appartenuti a due icone del cinema italiano: Mariangela Melato e Giancarlo Giannini. Equilibristi\, lottatori\, nemici e amanti\, Gennarino e Raffaella riempiranno il palco della tensione sensuale e della ruvida poesia che si fa strada nei loro cuori induriti. E\, nell’orizzonte selvaggio e primordiale dell’isola\, cercheranno di uno stato di natura in cui sia davvero possibile incontrarsi e amarsi al di là di ogni differenza.\nUna volta in salvo\, lontano l’isola\, per Gennarino e Raffaella non ci sarà salvezza\, perché l’amore non basta ad amarsi\, sembra dirci la Wertmüller nell’amaro epilogo di una storia che\, a quasi mezzo secolo di distanza\, non smette di essere una potente allegoria dei conflitti ideologici\, economici e di genere che attraversano la società umana. \nMarcello Cotugno
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DESCRIPTION:Affrontare a teatro Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto di Lina Wertmüller\, una delle maggiori registe del cinema italiano -autrice che ha profondamente segnato la cultura e l’immaginario del nostro Paese -è una sfida che abbiamo deciso di accettare con la dovuta umiltà. La nostra versione di Travolti…\, basata sul testo teatrale di Lina Wertmüller (la sua opera postuma! Quale onore…) scritto con Valerio Ruiz\, ricolloca la storia nella dimensione del contemporaneo\, scegliendo come nuovo campo di battaglia il differente clima socioculturale di una società tardo capitalista\, in cui nuove tensioni e nuove contraddizioni determinano e orientano conflitti e emozioni tra i personaggi.\nNegli ultimi\, recentissimi\, anni abbiamo infatti assistito a uno stravolgimento degli equilibri di genere\, e abbiamo visto maturare una coscienza completamente nuova e una prospettiva più sfaccettata e inclusiva su temi come il sesso e la razza\, che assumono un peso fondamentale all’interno di un testo come questo. Se l’acquisizione di queste nuove consapevolezze nutre gli animati battibecchi del primo atto\, ambientato sul lussuoso yacht già presente nel film -le litigate tra Raffaella e Toti\, amici/nemici portatori di valori inconciliabili\, le continue scaramucce tra Raffaella e Gennarino\, i cominci scambi tra Gennarino e il suo capo Pippo –è nel secondo atto\, quando Gennarino e Raffaella\, ormai naufraghi\, approdano sull’isola\, che il mutamento degli equilibri di genere assume una decisiva importanza drammaturgica\, ridefinendo anche gli equilibri tra i due protagonisti.\nFarsi carico di tutto ciò\, non significa però smussare la tagliente ironia e l’energia caustica che contraddistinguono Lina Wertmüller: pur riequilibrando i rapporti di forza tra i due protagonisti in nome della parità di genere\, il testo non perde la sua capacità di provocare\, divertire\, spiazzare. Travolti… è un racconto d’amore e di lotta di classe e\, anche se il terreno di conflitto dei due personaggi ha subito degli slittamenti dal 1974 a oggi\, la crepa che li divide resta insanabile: una destinata ad andare avanti per la propria strada di privilegio\, l’altro destinato ad essere lasciato indietro.\nLo spettacolo\, quindi\, evoca il film senza imitarlo\, traducendo la visione cinematografica in azione teatrale: tanto con la presenza e la fisicità degli attori che in scena sudano\, si rincorrono\, lottano\, si amano\, quanto ricorrendo a una dimensione simbolica che lascia aperto allo spettatore uno spazio di immaginazione e memoria\, quanto ancora attraverso l’affilatezza di dialoghi grotteschi\, struggenti o comici. Da questo punto di vista\, è per me una straordinaria risorsa lavorare con attori di grande talento e sensibilità come Euridice Axen e Giuseppe Zeno. Due interpreti capaci di far vibrare le corde della passione e dell’ironia e di trovare una propria personale misura per dare corpo ai ruoli appartenuti a due icone del cinema italiano: Mariangela Melato e Giancarlo Giannini. Equilibristi\, lottatori\, nemici e amanti\, Gennarino e Raffaella riempiranno il palco della tensione sensuale e della ruvida poesia che si fa strada nei loro cuori induriti. E\, nell’orizzonte selvaggio e primordiale dell’isola\, cercheranno di uno stato di natura in cui sia davvero possibile incontrarsi e amarsi al di là di ogni differenza.\nUna volta in salvo\, lontano l’isola\, per Gennarino e Raffaella non ci sarà salvezza\, perché l’amore non basta ad amarsi\, sembra dirci la Wertmüller nell’amaro epilogo di una storia che\, a quasi mezzo secolo di distanza\, non smette di essere una potente allegoria dei conflitti ideologici\, economici e di genere che attraversano la società umana. \nMarcello Cotugno
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SUMMARY:Giuseppe Pambieri\, Pamela Villoresi "Gin game"
DESCRIPTION:E’ un’opera di straordinaria vivacità emotiva in cui il senso di solitudine di due anziani signori ospiti nella stessa casa di riposo\, Walter e Fonsia\, si intreccia con una intelligente ilarità. Entrambi non hanno amici e Walter si offre di insegnare alla donna\, Fonsia\, a giocare a GIN. Fonsia impara velocemente tanto che a Walter non riesce di vincere una sola partita\, un fatto che urta notevolmente l’uomo. Mentre i due cominciano a parlare delle proprie vite\, le conversazioni\, come il gioco\, si trasformano presto in una fiera competizione per umiliare l’altro amplificando le rispettive debolezze e fallimenti. \nPremio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978. \nRappresentato da:\nPaolo Stoppa e Franca Valeri con la regia di Giorgio de Lullo nel 1978\nPaolo Ferrari e Valeria Valeri con la regia di Gianfranco Brosio nel 1990\nMassimo De Francovich e Valeria Moriconi per la regia di Piero Maccarinelli nel 2002
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SUMMARY:Paolo Caiazzo\, Antonello Costa "UN PONTE PER 2"
DESCRIPTION:In piena notte\, sul Tower Bridge di Londra\, un uomo in frac scavalca il parapetto per buttarsi nelle gelide acque del Tamigi. E’ quasi sul punto di lanciarsi quando un passante lo ferma e tenta di dissuaderlo. Entrambi sono emigranti italiani e l’aspirante suicida decide di sospendere l’atto per raccontare la sua disperazione. Antonello di origini siciliane\, da 10 anni ha aperto una Rosticceria specializzata in Arancini\, ma il vizio del gioco lo ha indebitato a tal punto da essere minacciato dagli strozzini londinesi. Non vedendo una via di uscita decide di sacrificare la sua vita per salvare la famiglia. Paolo invece\, napoletano di nascita\, si è trasferito qualche anno prima nella capitale inglese aprendo una succursale di una storica pizzeria di famiglia. Anche lui ha problemi economici\, sentimentali e di famiglia ed esponendoli al connazionale si rende conto che\, forse\, ha più motivazioni dell’altro e decide così di scavalcare il parapetto. La situazione si ribalta ma Antonello non  riesce a far desistere l’altro fino a quando l’arrivo di due poliziotti di ronda intimorisce Paolo che rientra nei margini di sicurezza. Una volta allontanati i poliziotti decidono di tuffarsi insieme\, ma con calma. Vale la pena di cogliere l’occasione e di continuare quella piacevole ed “ultima” chiacchierata. Si confessano così in maniera sincera e profonda e\, per esorcizzare le proprie disgrazie\, le raccontano come una esilarante gara di sfiga. Il rintocco del Big Ben segna il passare del tempo e l’appetito richiede la chiamata ad un rider\, anche e solo per il capriccio di voler morire a stomaco pieno! Ad interrompere puntualmente i vari tentativi di suicidio ci saranno irruzioni di una serie di personaggi\, stranamente somiglianti tra loro fino all’arrivo un’influencer decisa a riprendere il suicidio per un botto di visualizzazioni.
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SUMMARY:Biagio Izzo "L’ARTE DELLA TRUFFA"
DESCRIPTION:Alla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto la casa di suo cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione della sua casa\, della sua azienda. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n“Dirigere commedie dal sapore farsesco come “L’arte della truffa” è sempre una sfida interessante. Io adoro sia la commedia che la farsa ma ciò che più mi da gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far si che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi\, le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato.”
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SUMMARY:Biagio Izzo "L’ARTE DELLA TRUFFA"
DESCRIPTION:Alla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto la casa di suo cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione della sua casa\, della sua azienda. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n“Dirigere commedie dal sapore farsesco come “L’arte della truffa” è sempre una sfida interessante. Io adoro sia la commedia che la farsa ma ciò che più mi da gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far si che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi\, le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato.”
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SUMMARY:Biagio Izzo "L’ARTE DELLA TRUFFA"
DESCRIPTION:Alla vigilia della risposta di un importante appalto per il restauro del Duomo di Napoli\, Gianmario\, imprenditore edile da tre generazioni\, gentiluomo del Papa\, è costretto a ricevere in casa il fratello di sua moglie\, Francesco\, un truffatore esperto\, che ha scelto la casa di suo cognato come dimora per gli arresti domiciliari. La notizia lo sconvolge\, preoccupato com’è per la reputazione della sua casa\, della sua azienda. Ma il mondo gli crolla addosso quando ben altri guai gli cadono fra capo e collo e sarà proprio la presenza provvidenziale di Francesco ad aiutarlo a uscire indenne da un raggiro colossale. \n“Dirigere commedie dal sapore farsesco come “L’arte della truffa” è sempre una sfida interessante. Io adoro sia la commedia che la farsa ma ciò che più mi da gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far si che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia perché è attore\, non solo di istinto comico ma anche di grande intelligenza scenica e la sua compagnia\, composta da attori straordinari mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi\, le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurato.” \nAugusto Fornari
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SUMMARY:Vanessa Gravina\, Nicola Rignanese "Pazza"
DESCRIPTION:Lo spettacolo va in scena per la prima volta a Broadway nel 1980\, per poi essere riproposto al cinema dallo stesso Topor in una fortunatissima versione che vede Barbara Streisand nei panni della  protagonista\, Claudia Draper. \n\nClaudia Draper\, una squillo di lusso\, viene accusata dell’omicidio di un anziano cliente e rischia venticinque anni di carcere. Pur di salvarla\, la ricca famiglia si affida ad un valente legale per farla dichiarare incapace di intendere e di volere e farla internare in un istituto psichiatrico\, dal quale potrà uscire dopo pochi anni. Ma la donna si sbarazza del legale pagato dai genitori e viene affidata a un avvocato d’ufficio\, il quale intuisce – dietro il contegno ostico dell’indesiderata cliente – un’intelligenza acuta e la capacità di collaborare alla propria difesa. Claudia lo fa a prescindere da ogni possibile cavillo giudiziario\, solo svelando dolorosamente\, con disperata causticità\, lo scabroso entroterra familiare nel quale è maturata la sua scelta di vita e le intollerabili pretese del cliente che scatenarono la sua micidiale reazione di difesa.
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SUMMARY:Stefano Massini "ALFABETO DELLE EMOZIONI"
DESCRIPTION:Noi siamo quello che proviamo. E raccontarci agli altri significa raccontare le nostre emozioni. Ma come farlo\, in un momento che sembra confondere tutto con tutto\, perdendo i confini fra gli stati d’animo? Ci viene detto che siamo analfabeti emotivi\, e proprio da qui parte Stefano Massini – lo scrittore così amato per i suoi racconti in tv del giovedì sera a “Piazzapulita” – per un viaggio profondissimo e ironico al tempo stesso nel labirinto del nostro sentire e sentirci. In un immaginario alfabeto in cui ogni lettera è un’emozione (P come Paura\, F come Felicità\, M come Malinconia…)\, Massini trascina il pubblico in un susseguirsi di storie e di esempi irresistibili\, con l’obiettivo unico di chiamare per nome ciò che ci muove da dentro. Scorrono visi\, ritratti\, nomi\, situazioni. Ad andare in scena è la forza e la fragilità dell’essere umano\, dipinta con l’estro e il divertimento di un appassionato narratore\, definito da Repubblica “il più popolare raccontastorie del momento”.
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SUMMARY:Prezzi abbonamenti
DESCRIPTION:Nei prezzi degli abbonamenti bisogna sempre aggiungere la prevendita. \nI prezzi degli abbonamenti ridotti sono riservati solo per gli studenti minori di 25 anni e potrà essere richiesto un documento all’ingresso del teatro. \nLa prevendita degli abbonamenti non è attiva online ma esclusivamente presso il nostro Box Office. \nI biglietti ai singoli spettacoli saranno in vendita in queste modalità: \n\nFalstaff con Emilio Solfrizzi – replica del 29/01/2027 a partire dal 26 giugno\nConcerti della rassegna “Rock & Jazz” a partire dal 20 luglio\nTutti gli altri spettacoli a partire dall’8 settembre\n\n 
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SUMMARY:Gianfelice Imparato in "IL MEDICO DEI PAZZI"
DESCRIPTION:Il medico dei pazzi (1908) è una delle più celebri farse di Eduardo Scarpetta\, un congegno comico perfetto fondato sull’equivoco. Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta\, ricchi e ingenui proprietari terrieri\, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo\, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo\, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie\, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia.\nIn questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta\, poco dopo la Legge Basaglia\, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni\, a Napoli come nel resto d’Italia\, la\nriforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure\, diffidenze e smarrimento. Non si tratta di un pretesto d’epoca\, ma di un contesto reale in cui la farsa di Scarpetta trova nuove risonanze e si trasforma in una commedia amara\, dove la comicità assume un carattere più umano. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile\, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e\, forse proprio per questo\, ancora più comico.\nNella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche: un musicista di strada\, un “Maggiore” appena e ingiustamente congedato\, un “attore” ingenuo e privo di talento che studia\nossessivamente la parte di Otello\, una madre invadente in cerca di un fidanzato per la figlia esageratamente timida\, uno scrittore inconcludente e un direttore zelante che tenta invano di\ntenere tutto insieme. Tra loro si muove Don Felice\, sempre più spaesato e terrorizzato\, fino a riconoscere in sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.
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DESCRIPTION:Il medico dei pazzi (1908) è una delle più celebri farse di Eduardo Scarpetta\, un congegno comico perfetto fondato sull’equivoco. Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta\, ricchi e ingenui proprietari terrieri\, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo\, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo\, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie\, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia.\nIn questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta\, poco dopo la Legge Basaglia\, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni\, a Napoli come nel resto d’Italia\, la\nriforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure\, diffidenze e smarrimento. Non si tratta di un pretesto d’epoca\, ma di un contesto reale in cui la farsa di Scarpetta trova nuove risonanze e si trasforma in una commedia amara\, dove la comicità assume un carattere più umano. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile\, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e\, forse proprio per questo\, ancora più comico.\nNella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche: un musicista di strada\, un “Maggiore” appena e ingiustamente congedato\, un “attore” ingenuo e privo di talento che studia\nossessivamente la parte di Otello\, una madre invadente in cerca di un fidanzato per la figlia esageratamente timida\, uno scrittore inconcludente e un direttore zelante che tenta invano di\ntenere tutto insieme. Tra loro si muove Don Felice\, sempre più spaesato e terrorizzato\, fino a riconoscere in sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.
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SUMMARY:Francesco Procopio in “NEMICI COME PRIMA”
DESCRIPTION:La morte che genera la vita\, il vero senso del nostro essere qui ed ora. Un momento tragico con il quale ognuno di noi dovrà interfacciarsi prima o poi\, attraverso la perdita di un congiunto\, di un conoscente\, di un amico\, che però avrà\, a differenza di quanto immaginato\, dei risvolti assurdi\, paradossali al limite dell’esilarante.\nTutti noi ci aggiriamo nell’indissolubile legame tra la vita e la morte\, ritrovando nella morte di una persona cara l’unico modo per dire pienamente sì alla vita\, lasciando che il temuto momento si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale\, il nostro bene più prezioso.\nUn punto di vista ironico e leggero per raccontare quello che per molti rappresenta un momento di profonda inquietudine\, triste e spaventoso\, cosi tanto terrificante da convergere nel paradossale.\nInsomma se per tutta la vita abbiamo sofferto al solo pensiero che potesse arrivare il momento della dipartita di un parente stretto\, al suo capezzale invece\, assumiamo comportamenti assurdi e paradossali\, tali da rendere la situazione inevitabilmente esilarante.\nParte la frenetica ricerca\, in maniera spasmodica\, di tutto quanto possa darti piacere\, felicità\, ma soprattutto godimento. Una narrazione esilarante\, perché lo spettatore si riconoscerà\, pur senza ammetterlo\, in “Nemici come prima”\, nei goffi atteggiamenti\, nelle sue divertentissime sfumature\, negli spunti di riflessione\, a volte più necessari di quello che crediamo.
URL:https://www.teatromercadante.com/eventi/francesco-procopio-in-nemici-come-prima/
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SUMMARY:Martina Colombari in “VENERDÌ 13”
DESCRIPTION:Giacomo e Alice hanno invitato a cena una coppia di amici. Lui\, però\, si presenta solo e completamente distrutto. Ha appena saputo che l’aereo sul quale viaggiava la moglie è precipitato in mare. In attesa di notizie\, assieme al potenziale vedovo\, per sapere se la moglie è o no tra i sopravvissuti\, la coppia scopre di aver vinto il Superenalotto di quel venerdì… Da quel momento in poi la parola d’ordine diventa “non manifestare la propria gioia”! Nel corso della movimentata serata si susseguiranno numerosi colpi di scena. \n 
URL:https://www.teatromercadante.com/eventi/martina-colombari-in-venerdi-13/
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SUMMARY:Emilio Solfrizzi in  “FALSTAFF”
DESCRIPTION:Falstaff – “L’arte di farla franca” è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière\, due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie. Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molièriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso\, e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come nelle Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche\, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco\, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola\, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione\, tipicamente umana\, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte.
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DESCRIPTION:Falstaff – “L’arte di farla franca” è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière\, due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie. Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molièriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso\, e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come nelle Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche\, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco\, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola\, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione\, tipicamente umana\, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte.
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DESCRIPTION:Falstaff – “L’arte di farla franca” è una riscrittura contemporanea liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière\, due grandi archetipi teatrali che qui si fondono in un’unica figura: quella dell’uomo che vive di parola\, seduzione e menzogna\, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie. Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile\, un seduttore fuori tempo massimo\, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento\, Falstaff attraversa il mondo con la stessa arroganza vitale del Don Giovanni molièriano e la vitalità sfrontata del personaggio shakespeariano: ride della morale\, dell’onore\, del destino e perfino della morte\, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori\, creditori manipolabili\, mariti ossessionati dal possesso\, e soprattutto due donne\, Margaret e Alice\, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare. Saranno proprio loro\, come nelle Allegre comari di Windsor\, a smascherare Falstaff\, usando l’arma più temibile contro chi vive di vanità: il ridicolo. Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche\, Falstaff – L’arte di farla franca racconta la parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco\, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola\, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione\, tipicamente umana\, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte.
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SUMMARY:Giovanni Esposito in “BENVENUTI IN CASA ESPOSITO”
DESCRIPTION:Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi\, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti. E perché è ossessionato dal ricordo del padre Gennaro\, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità\, a Napoli. Così Tonino\, tra incubi e imbranataggini\, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari\, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto\, che ha preso il posto del padre. E quando non ce la fa più\, quando tutto e tutti si accaniscono contro di lui\, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo. Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà\, la capuzzella del Capitano si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica “collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti\, che trovano il loro culmine nel periodo in cui Tonino\, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto\, viene messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione. Intorno a Tonino\, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili: Patrizia\, moglie di Tonino\, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta\, genitori di Patrizia\, che si strapazzano di continuo; Manuela\, vedova del boss Gennaro\, donna dai nobili sentimenti; Tina\, giovane figlia di Tonino e Patrizia\, che combatte la condotta illegale del padre. In casa Esposito non manca una presenza animalesca: Sansone\, un’iguana del genere meditans\, che fa da contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia. La commedia è un insieme di dialoghi irresistibili\, colpi di scena e messaggi di grande valore etico\, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità\, rispolvera la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.\nUn modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita\, perfettamente in linea con i contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”\, che è stato un vero e proprio caso letterario. Un libro che ha scalato le classifiche grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che è stato adottato da scuole\, istituzioni pubbliche\, associazioni antimafia\, comitati civici\, gruppi che si battono per la Legalità.
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SUMMARY:Giovanni Esposito in “BENVENUTI IN CASA ESPOSITO”
DESCRIPTION:Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi\, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti. E perché è ossessionato dal ricordo del padre Gennaro\, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità\, a Napoli. Così Tonino\, tra incubi e imbranataggini\, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari\, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto\, che ha preso il posto del padre. E quando non ce la fa più\, quando tutto e tutti si accaniscono contro di lui\, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo. Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà\, la capuzzella del Capitano si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica “collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti\, che trovano il loro culmine nel periodo in cui Tonino\, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto\, viene messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione. Intorno a Tonino\, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili: Patrizia\, moglie di Tonino\, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta\, genitori di Patrizia\, che si strapazzano di continuo; Manuela\, vedova del boss Gennaro\, donna dai nobili sentimenti; Tina\, giovane figlia di Tonino e Patrizia\, che combatte la condotta illegale del padre. In casa Esposito non manca una presenza animalesca: Sansone\, un’iguana del genere meditans\, che fa da contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia. La commedia è un insieme di dialoghi irresistibili\, colpi di scena e messaggi di grande valore etico\, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità\, rispolvera la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.\nUn modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita\, perfettamente in linea con i contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”\, che è stato un vero e proprio caso letterario. Un libro che ha scalato le classifiche grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che è stato adottato da scuole\, istituzioni pubbliche\, associazioni antimafia\, comitati civici\, gruppi che si battono per la Legalità.
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SUMMARY:Massimiliano Gallo in “MALINCONICO”  Moderatamente felice
DESCRIPTION:Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario\, e successivamente televisivo\, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico\, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti\, in fondo prevedibili e noiosi)\, affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo\, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema\, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta\, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico\, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta\, disorientata e confusa\, adulta e infantile\, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere\, che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano\, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori\, professionisti\, genitori\, coniugi\, amanti\, amici: le tante\, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta\, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che\, come ci ha insegnato un maestro del teatro\, non finiscono mai. Il nostro spettacolo vedrà in scena\, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete\, il solo Vincenzo Malinconico\, che si abbandonerà\, con il suo flusso narrante rimuginatorio\, filosofico\, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere\, cioè parlare all’intelligenza dell’altro)\, a un lungo\, confidenziale monologo con il pubblico\, raccontandosi tematicamente. Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione\, sentimenti\, famiglia\, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano\, e che darà modo al pubblico di ritrovare\, nella causticità fisica del palcoscenico\, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
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SUMMARY:Massimiliano Gallo in “MALINCONICO”  Moderatamente felice Copia
DESCRIPTION:Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario\, e successivamente televisivo\, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico\, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti\, in fondo prevedibili e noiosi)\, affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo\, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema\, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta\, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico\, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta\, disorientata e confusa\, adulta e infantile\, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere\, che con un senso del ricolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano\, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori\, professionisti\, genitori\, coniugi\, amanti\, amici: le tante\, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta\, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che\, come ci ha insegnato un maestro del teatro\, non finiscono mai. Il nostro spettacolo vedrà in scena\, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete\, il solo Vincenzo Malinconico\, che si abbandonerà\, con il suo flusso narrante rimuginatorio\, filosofico\, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere\, cioè parlare all’intelligenza dell’altro)\, a un lungo\, confidenziale monologo con il pubblico\, raccontandosi tematicamente. Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione\, sentimenti\, famiglia\, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano\, e che darà modo al pubblico di ritrovare\, nella causticità fisica del palcoscenico\, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
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