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SUMMARY:Chiara Francini
DESCRIPTION:“Prima regola: perché la coppia aperta funzioni\, deve essere aperta da una parte sola\, quella del maschio! Perché… se la coppia aperta è aperta da tutte e due le parti… ci sono le correnti d’aria!”. Ironica quanto basta e sensuale quando vuole\, Chiara Francini si mette alla prova con un testo importante\, che celebra il ruolo della donna all’interno della coppia. L’energica Antonia incarna l’eroina perfetta di tutte le mogli tradite e racconta con ironia la loro “sopravvivenza” tra le mura domestiche. Pur di continuare a stare vicino al marito\, la protagonista decide di accettare l’impensabile. Così tra dialoghi e monologhi brillanti si snodano gli episodi più assurdi. Soltanto quando nel cuore di Antonia si insidia un nuovo uomo\, giovane e intelligente\, il marito sembra accorgersi dell’esistenza della moglie\, del suo essere donna\, del suo disperato bisogno di essere amata e considerata. Questa commedia è una favola tragicomica che racconta cosa vuol dire stare in coppia. Fo e Rame descrivono in modo perfetto con toni divertenti\, ma anche drammatici raccontando le differenze tra psicologia maschile e femminile. Tutti ci si riconoscono infatti “Coppia aperta… quasi spalancata” porta in scena la relativa insofferenza al concetto di monogamia. Rappresenta uno degli spettacoli più popolari in Italia. In Germania ha riscosso un tale successo da essere proposta in ben 30 teatri contemporaneamente.
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SUMMARY:Emilio Solfrizzi
DESCRIPTION:Il teatro come finzione\, come strumento per dissimulare la realtà\, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire\, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi\, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. La tradizione\, commettendo forse una forzatura\, ha accomunato la malattia con la vecchiaia\, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio\, ma Moliere lo scrive per sé stesso quindi per un uomo sui 50 anni\, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Moliere viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo\, Moliere\, come tutti i giganti\, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce. Si ride\, tanto\, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.
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SUMMARY:Yari Gugliucci
DESCRIPTION:Napoli\, 17 aprile 1967\, giorno del funerale di Totò. Un fiume di gente attonita\, addolorata e scomposta rende l’estremo omaggio ad Antonio de Curtis\, morto due giorni prima a Roma\, centoventimila persone\, una ressa incredibile. Una donna lancia un grido\, additando un individuo: “Sì! Oddio! È proprio lui!”. Un uomo esclama: “Guardate là! Totò è vivo! Totò non è morto! è resuscitato!”. Ma che sta succedendo? Il personaggio che viene indicato per molti anni è stato a fianco di Totò e spesso lo ha sostituito per la sua incredibile somiglianza: Dino Valdi\, la sua controfigura. Durante il funerale\, il secondo dei tre che furono celebrati in onore del defunto\, Valdi viene avvicinato da una giornalista del quotidiano “Il Mattino” di Napoli che\, incuriosita dalle urla e dagli svenimenti\, gli chiede di rilasciargli un’intervista\, proprio per raccontare\, a modo suo\, la vita del Principe della risata. Lo spettacolo teatrale è un’intervista immaginaria\, che intende tracciare una biografia non autorizzata. La vita di Totò viene raccontata in maniera assolutamente inedita da colui che ne ha rappresentato l’ombra. L’umile Dino diventa\, almeno una volta nella sua vita\, improvvisamente e inconsapevolmente protagonista assoluto di una storia che non è la sua. Attraverso i suoi ricordi\, riemergono i fatti e i personaggi del percorso artistico e familiare\, pubblico e privato\, del celebre attore.
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SUMMARY:Sergio Castellitto
DESCRIPTION:Uno spettacolo tragicomico ed emozionante dal testo di Margaret Mazzantini. Dopo i successi cinematografici Sergio Castellitto torna a teatro dopo circa 20 anni per interpretare un vagabondo\, un antieroe che riflette sul significato di una vita che lo ha portato\, con le sue scelte\, a vivere sulla strada. E ai margini della società\, è capace di vedere la realtà osservando la vita delle persone comuni che vivono in uno stato di quotidiana normalità. Capace di restituire attraverso una sorta di “filosofare” allegro e indefesso il “sale della vita”\, la complessità e l’imprevedibilità dell’esistenza. Un po’ chapliniano\, questo Zorro\, senza maschera ma comunque ferito dalla vita\, galleggia su sé stesso nel mare degli altri: la strada. E il dramma si fa commedia nella clownerie dell’esistenza. Vita e teatro stanno su un unico proscenio di segni (igiene e buone maniere nei limiti del possibile per sopravvivere) e l’attore si fa cascare addosso il mondo\, si trascina in testa il sipario\, e lì sotto ci siamo tutti noi.
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SUMMARY:La strana coppia
DESCRIPTION:La Strana Coppia\, è un esempio come Neil Simon\, il più geniale e prolifico autore del teatro comico della seconda metà del ‘900\, riesca sempre a trovare quel pizzico di simpatica follia nella vita di tutti i giorni. Si narra la difficile e complicata convivenza tra due uomini dalle personalità diametralmente opposte. Felix e Oscar accomunati da un divorzio alle spalle decidono di andare a vivere insieme in un appartamento situato in uno dei tanti grattacieli di New York\, sulla Riverside Drive. Questo incontro – scontro quotidiano darà vita a continue ed esilaranti gag garantendo sicuro divertimento nella versione teatrale proposta e interpretata da l’ “inedita” coppia Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia. A Oscar che gli propone di continuare a vedersi insieme agli altri amici per il solito pokerino\, malgrado le ultime clamorose litigate\, Felix risponde di non aver chiuso affatto con il poker\, perché i matrimoni vanno e vengono\, ma la partita è come lo show: deve continuare.
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SUMMARY:I due Papi
DESCRIPTION:Dall’autore premio Oscar per Bohemian Rhapsody\, L’ora più buia e La teoria del tutto arriva il testo teatrale da cui è stato tratto un film Netflix di grande successo.\nDieci anni fa\, Benedetto XVI sbalordiva il mondo con le sue dimissioni\, le prime dopo più di sette secoli. Cosa ha spinto il più tradizionalista dei Papi alla rinuncia e a consegnare la cattedra di Pietro al radicale ed empatico cardinale argentino?\nInterpretato da due grandi attori del nostro panorama\, Giorgio Colangeli e Mariano Rigillo\, “I due Papi” è stato accolto come ‘un lavoro strepitoso’ al suo debutto al Festival di Borgio Verezzi. Il testo teatrale di Anthony McCarten – incalzante e profondo\, avvincente e ironico – è stato adattato per il cinema e nominato come miglior sceneggiatura agli Oscar\, e ai Golden Globe; la produzione italiana – unica al mondo autorizzata dall’autore – è firmata dal regista Giancarlo Nicoletti.\nL’imponente scena di Alessandro Chiti\, che riproduce dai giardini di Castel Gandolfo alla terrazza di San Pietro fino all’iconica Cappella Sistina\, ha ricevuto il Premio “Mulino Fenicio” per la Migliore Scenografia.\nNon fatevi ingannare dal titolo\, perché “I Due Papi” non vuole tediare con nessuna soporifera dissertazione teologica. Fra documento storico\, humor e dramma\, lo spettacolo ripercorre non solo i giorni frenetici che portarono dalla rinuncia di Benedetto all’elezione di Francesco\, ma anche le “vite parallele” di due uomini molto diversi\, accomunati dallo stesso destino. E\, soprattutto\, ci racconta la nascita di un’amicizia – speciale e inaspettata – fra due personalità fuori dall’ordinario. Al centro di tutto\, una domanda senza tempo: quando si è in crisi\, bisogna seguire le regole o la propria coscienza?
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SUMMARY:Paradiso XXXIII
DESCRIPTION:Uno spettacolo divulgativo senza che niente sia spiegato.\nDante Alighieri\, nel 33esimo canto del Paradiso\, si trova nell’impaccio dell’essere umano che prova a descrivere l’immenso\, l’indicibile\, prova a raccontare l’irraccontabile.\nQuesto scarto rispetto alla “somma meraviglia” sarà messo in scena creando un’esperienza unica\, quasi fisica per lo spettatore al cospetto dell’immensità. \nElio Germano e Teho Teardo sono voce e musica per dire la bellezza e avvicinarsi al mistero\, l’immenso\, l’indicibile ricercato da Dante nei versi del XXXIII canto del Paradiso.\nDal suono avvincente ed “etterno” germoglia la musica inaudita e imprevedibile del compositore d’avanguardia e scaturisce la regia visionaria e impalpabile di Simone Ferrari e Lulu Helbaek\, poeti dello sguardo\, capaci di muoversi tra cerimonie olimpiche\, teatro e show portando sempre con loro una stilla di magia del Cirque du Soleil. Grazie alla loro esperienza crossmediale\, accadrà qualcosa di magico e meraviglioso di inspiegabile\, trascendendo qualsiasi concetto di teatro\, concerto o rappresentazione dantesca attraverso una contaminazione di linguaggi tecnologici e\nteatrali.
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SUMMARY:Il padre della sposa
DESCRIPTION:Giovanni un imprenditore e padre di famiglia\, che oltre a possedere una azienda\, ha una bella figlia ventiduenne a cui vuole molto bene e di cui è molto geloso\, che sta per convolare a nozze. La ragazza sta per sposare Ludo\, rampollo di una ricca famiglia\, ma l’imminente matrimonio con annessi caotici preparativi avranno un effetto straniante sul povero padre\, che in cuor suo non vuole accettare il fatto che la figlia sia ormai una donna e il solo pensiero di lasciare l’adorata fanciulla nelle mani di uno sconosciuto lo fa dar di matto. A peggiorare le cose ci si metterà il prezzo esorbitante del matrimonio. La goccia che farà traboccare il vaso\, sarà l’invasione dell’eccentrico organizzatore di matrimoni Boris\, nella scelta di organizzare il ricevimento proprio in casa\, situazione che farà crollare i nervi al sempre più stressato padre\, che tra una figuraccia e un’altra finirà addirittura in prigione. Lo spettacolo si presenta come una divertente comedy piena di gag riuscite e momenti coinvolgenti con alcune situazioni tenere e divertenti.
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SUMMARY:Ma non avevamo detto "per sempre"?
DESCRIPTION:Luca e Giulia sono due attori in crisi\, due artisti alla perenne ricerca dell’attimo perfetto\, frustrati dal continuo tendere verso quel momento di vita scenica autentica che richiede un equilibrio sottile. Entrambi sentono di non aver ancora avuto la sognata occasione di un’intera carriera\, ossessionati dalla missione di scoprire “cos’è comico?… e l’oggetto della commedia dev’essere  necessariamente basso? Perché la tragedia e la commedia non possono esprimere uno stesso pensiero elevato\, uno stesso sentire profondo?”\nMa Luca e Giulia sono anche una coppia in crisi\, per la stessa ricerca di quell’equilibrio che trasformi la vita in sogno e il sogno nello spettacolo perfetto\, pur consapevoli che questo viaggio utopico\, in un continuo ribaltarsi di piani tra il palcoscenico e la vita reale\, possa essere la sola via\, l’ultimo tentativo per ricostruirsi dalle proprie macerie. Viaggio del quale noi spettatori siamo a volte complici\, altre semplici testimoni\, emozionandoci nello specchiarci e riconoscendo “i meandri nascosti della nostra anima\, il nostro essere meschini\, vigliacchi\, furbi\, con tutte le nostre bassezze che non esibiamo su Facebook ma che non per questo ci rendono meno onesti”… e vulnerabili nell’amare.\nIl testo \, ispirato ad una commedia francese \, che ha riscosso un notevole successo in patria\, arriva sulle nostre scene con la raffinata interpretazione di due attori capaci di stupirci nel rendere profondamente umani i personaggi mentre affrontano i loro drammi con un disincanto a tratti sconfinante nel cinismo\, senza mai strizzare l’occhio alla gag o all’effetto comico.\nQuesto esilarante viaggio\, col suo mirabile gioco di specchi\, si rivelerà un viaggio nelle nostre vite\, con un finale a sorpresa figlio della tradizione goldoniana\, in cui il teatro conferma il suo fondarsi “sulla capacità dell’uomo di emozionare un altro uomo”. Proprio come nel finale de “Gli innamorati” goldoniani\, sembra poi ammonirci: “Che pazzia volersi tormentare per amore\, volere che il balsamo si converta in veleno. Specchiatevi\, signori\, in questi innamorati: ridete di loro ma non fate che si debba ridere di voi”.
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SUMMARY:Il malloppo
DESCRIPTION:Due ladri inesperti decidono di svaligiare la banca accanto all’impresa di pompe funebri in cui lavorano\, ma sono costretti a nascondere la refurtiva nella bara della madre appena deceduta di uno di loro. Così tra furti\, omicidi\, intrighi amorosi e indagini\, inizia una rocambolesca sequela di situazioni spassose e assurde\, tipiche dell’umorismo nero britannico. \nNote di regia\nIl Malloppo di Joe Orton è una dark comedy dai toni farseschi e dalla comicità dissacrante. Il dialogo serrato\, iperbolico e surreale\, mutuato dal teatro dell’assurdo mette in campo una critica spietata alla società inglese degli anni Sessanta. Ma Orton\, con il suo stile anarchico\, contro le forme della “buona società borghese”\, anticipa i toni della cultura underground e della rivoluzione punk. Il rituale della celebrazione funebre e del matrimonio\, il fideismo religioso\, la legalità e la giustizia vengono spogliati del loro significato profondo per lasciare spazio ai desideri morbosi che le convenzioni borghesi vogliono reprimere e tenere nascosti. Si tratta di una commedia tutta da ridere\, ma Il Malloppo non è soltanto questo. «È un incubo freudiano» dice il giovane Hal che sistema il corpo della madre in un armadio\, per poi nascondere i soldi rubati nella bara della defunta. Orton\, con il suo humor sottile e corrosivo\, ci spinge a mostrare lo scandalo dei “fantasmi nascosti negli armadi”. \nATTENZIONE\nLe date di recupero\, che sarebbe dovuto andare in scena il 13 e 14 gennaio 2024\, sono:\n– 19 aprile ore 21\,00 per chi possiede l’abbonamento “Prosa turno DOMENICA” e chi ha acquistato i biglietti singoli per la data del 14 gennaio ore 17\,30;\n– 20 aprile ore 21\,00 per chi possiede l’abbonamento “Prosa turno SABATO” o “PACCHETTO MERCADANTE” e chi ha acquistato i biglietti singoli per la data del 13 gennaio ore 21\,00.
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SUMMARY:La valigia
DESCRIPTION:Come si fa a capire\, indovinare i pensieri di un emigrante alla vigilia di una partenza che porta il marchio dell’irreversibilità? Esiste un gioco\, una sorta di test psicologico\, che si avvicina a quella simulazione impossibile. Si devono scrivere su un foglio 12 cose che si porterebbero con sé\, per sempre.\nUna volta fatta la lista\, ad ogni due cose va associato un ricordo. Ad ogni due ricordi\, un sentimento. Il sentimento dominante indica quello stato d’animo.\nQuando si parte per non tornare mai più\, come si guarda ad ogni oggetto che si lascia? E soprattutto\, come si guarda ad ogni oggetto che si prende con sé?\nUna storia dissacrante\, ironica\, di amore e odio verso un paese che si lascia. Una carrellata di personaggi che riemergono dalla memoria; uomini e donne raccontati con il filtro della distanza\, della distorsione e della comicità.\nLa valigia\, così personale e unica\, di Dovlatov diventa metafora della diasporica condizione umana\, di un sentirsi emigranti dello spazio e del tempo. Emigriamo dalla nostra giovinezza\, da un passato fatto di persone\, di immagini\, di episodi e sentimenti che il ricordo ha la forza di immortalare e resuscitare.\nAttraverso gli oggetti e i ricordi che questi attivano\, Giuseppe Battiston dà vita a una serie di personaggi. In questo continuo passaggio tra presente e passato\, si articola lo spettacolo che usa come dispositivo di racconto e di evocazione uno studio radiofonico\, attingendo alla storia di Dovlatov giornalista e reporter\, in cui un presentatore si aggancia al mondo sonoro per evocare la propria storia. Un testo per provare a dissacrare il sacro; per imparare a rispettare ciò che rispettabile non è\, per capire che\, a dispetto di ogni logica\, i valori umani esistono solo al di fuori delle convenzioni. Cosa contiene la sua valigia che un giorno\, per caso\, salta fuori dal suo armadio\, dimenticata?
URL:https://www.teatromercadante.com/eventi/la-valigia/
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SUMMARY:Trappola per topi
DESCRIPTION:Il 25 novembre 1952\, all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta “Trappola per topi” di Agatha Christie. Da allora\, per 70 anni ininterrottamente\, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Ed ora tocca a noi… Non è consueto per me\, spesso regista drammaturgo in proprio\, misurarmi con un classico della letteratura teatrale. Certo da interpretare\, ma da servire e rispettare. Ma non ho avuto dubbi ad accettare. Perché “Trappola per topi” ha un plot ferreo ed incalzante\, è impregnata di suspense ed ironia\, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere\, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché. In fondo è questo che cerco nel mio lavoro: un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde\, dice il poeta\, il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. Altra considerazione: nonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British\, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei\, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto\, un po’ calligrafico o di maniera\, fatto spesso di boiserie\, kilt\, pipe e tè. Stereotipi della Gran Bretagna non lontani dalla semplicistica visione dell’Italia pizza e mandolino. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca\, ma siano vivi e rappresentabili oggi\, perché i conflitti\, le ferite esistenziali\, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo\, dell’io diviso\, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie\, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana\, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Ettore Bassi come protagonista è emblematica\, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. Come sempre: metodo e follia. E poi c’è la neve\, la tormenta\, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza\, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico. \nGiorgio Gallione
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SUMMARY:Trappola per topi
DESCRIPTION:Il 25 novembre 1952\, all’Ambassadors Theatre di Londra andava in scena per la prima volta “Trappola per topi” di Agatha Christie. Da allora\, per 70 anni ininterrottamente\, il sipario si è alzato su questa commedia “gialla” senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Ed ora tocca a noi… Non è consueto per me\, spesso regista drammaturgo in proprio\, misurarmi con un classico della letteratura teatrale. Certo da interpretare\, ma da servire e rispettare. Ma non ho avuto dubbi ad accettare. Perché “Trappola per topi” ha un plot ferreo ed incalzante\, è impregnata di suspense ed ironia\, ed è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere\, ma creature bizzarre ed ambigue il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché. In fondo è questo che cerco nel mio lavoro: un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde\, dice il poeta\, il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. Altra considerazione: nonostante l’ambientazione d’epoca e tipicamente British\, il racconto e la trama possono essere vissuti come contemporanei\, senza obbligatoriamente appoggiarsi sul già visto\, un po’ calligrafico o di maniera\, fatto spesso di boiserie\, kilt\, pipe e tè. Stereotipi della Gran Bretagna non lontani dalla semplicistica visione dell’Italia pizza e mandolino. Credo che i personaggi di Trappola nascano ovviamente nella loro epoca\, ma siano vivi e rappresentabili oggi\, perché i conflitti\, le ferite esistenziali\, i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo\, dell’io diviso\, della pazzia inconsapevole. E credo riusciremo a dimostrarlo grazie alla potenza senza tempo di Agatha Christie\, ma anche e soprattutto con il talento e l’adesione di una compagnia di artisti che gioca seriamente con un’opera “chiusa” e precisa come una filigrana\, che però lascia spazio all’invenzione e alla sorpresa. In questo la scelta di Ettore Bassi come protagonista è emblematica\, una promessa di imprevedibilità e insieme di esattezza. Come sempre: metodo e follia. E poi c’è la neve\, la tormenta\, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza\, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico.\n \nGiorgio Gallione
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SUMMARY:Tenente Colombo
DESCRIPTION:Il famoso detective interpretato nella serie tv da Peter Falk nasce a teatro prima che sul piccolo schermo: gli stessi autori nel 1960 avevano creato il personaggio per una commedia gialla di grande impatto che a Broadway rimase per 5 anni consecutivi. Gli autori erano proprio Richard Levinson e William Link. La costruzione è perfetta\, il giallo incredibile e il personaggio del tenente già molto delineato.  Oggi per la prima volta in Italia in scena la commedia nella quale\, per la prima volta\, il pubblico assiste al delitto guardando negli occhi l’assassino che preparava l’omicidio perfetto. \nIl dottor Fleming è un brillante psichiatra di New York che non riesce più a tollerare il matrimonio con la moglie. Insieme alla sua giovane amante Susan\, architetta un piano per ucciderla. Ci sono tutti gli elementi che hanno poi caratterizzato la serie televisiva: un detective trasandato e maldestro che nasconde una vena sagace ed ironica e la capacità di conoscere a fondo la natura umana\, stanando i colpevoli. Talento ed esperienza nel cast di attori formato da Gianluca Ramazzotti\, Pietro Bontempo\, Samuela Sardo e Sara Ricci.
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SUMMARY:Anatra all'arancia
DESCRIPTION:“L’Anatra all’Arancia” è un classico feuilleton dove i personaggi si muovono algidi ed eleganti su una scacchiera irta di trabocchetti. Ogni mossa dei protagonisti\, però\, ne rivela le emozioni\, le mette a nudo a poco a poco e il cinismo lascia il passo ai timori\, all’acredine\, alla rivalità\, alla gelosia; in una parola all’Amore\, poiché è di questo che si parla. “L’Anatra all’Arancia” è una commedia che ti afferra immediatamente e ti trascina nel suo vortice di battute sagaci\, solo apparentemente casuali\, perché tutto è architettato come una partita a scacchi. La trasformazione dei personaggi avviene morbida\, grazie a una regia che la modella con cromatismi e movimenti talvolta sinuosi\, talvolta repentini\, ma sempre nel rispetto di un racconto sofisticato in cui le meschinità dell’animo umano ci servano a sorridere\, ma anche a suggerirci il modo di sbarazzarsene.
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SUMMARY:Que serà
DESCRIPTION:Metti tre amici\, da sempre e per sempre. Metti una cena d’estate tra profumi e note brasiliane\, perché l’allegria non manchi. Condisci il tutto in un giardino ad accogliere le parole\, le risate ed i pensieri di Filippo\, Giovanni e Ninni. \nAggiungi infine che improvvisamente tutto cambi perché qualcosa di imprevisto\, di molto imprevisto\, accada e che ci si chieda cosa siamo disposti a fare per il nostro migliore amico. \nEcco così servito Que serà\, uno straordinario racconto di amicizia e\, soprattutto\, di vita. \nRoberta Skerl affronta con ironia\, poesia e leggerezza\, temi scomodi ma di grandissima attualità. \nSul palco tre attori di lunga esperienza di commedia d’autore a restituirli con passione.
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