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SUMMARY:Ma non avevamo detto "per sempre"?
DESCRIPTION:Luca e Giulia sono due attori in crisi\, due artisti alla perenne ricerca dell’attimo perfetto\, frustrati dal continuo tendere verso quel momento di vita scenica autentica che richiede un equilibrio sottile. Entrambi sentono di non aver ancora avuto la sognata occasione di un’intera carriera\, ossessionati dalla missione di scoprire “cos’è comico?… e l’oggetto della commedia dev’essere  necessariamente basso? Perché la tragedia e la commedia non possono esprimere uno stesso pensiero elevato\, uno stesso sentire profondo?”\nMa Luca e Giulia sono anche una coppia in crisi\, per la stessa ricerca di quell’equilibrio che trasformi la vita in sogno e il sogno nello spettacolo perfetto\, pur consapevoli che questo viaggio utopico\, in un continuo ribaltarsi di piani tra il palcoscenico e la vita reale\, possa essere la sola via\, l’ultimo tentativo per ricostruirsi dalle proprie macerie. Viaggio del quale noi spettatori siamo a volte complici\, altre semplici testimoni\, emozionandoci nello specchiarci e riconoscendo “i meandri nascosti della nostra anima\, il nostro essere meschini\, vigliacchi\, furbi\, con tutte le nostre bassezze che non esibiamo su Facebook ma che non per questo ci rendono meno onesti”… e vulnerabili nell’amare.\nIl testo \, ispirato ad una commedia francese \, che ha riscosso un notevole successo in patria\, arriva sulle nostre scene con la raffinata interpretazione di due attori capaci di stupirci nel rendere profondamente umani i personaggi mentre affrontano i loro drammi con un disincanto a tratti sconfinante nel cinismo\, senza mai strizzare l’occhio alla gag o all’effetto comico.\nQuesto esilarante viaggio\, col suo mirabile gioco di specchi\, si rivelerà un viaggio nelle nostre vite\, con un finale a sorpresa figlio della tradizione goldoniana\, in cui il teatro conferma il suo fondarsi “sulla capacità dell’uomo di emozionare un altro uomo”. Proprio come nel finale de “Gli innamorati” goldoniani\, sembra poi ammonirci: “Che pazzia volersi tormentare per amore\, volere che il balsamo si converta in veleno. Specchiatevi\, signori\, in questi innamorati: ridete di loro ma non fate che si debba ridere di voi”.
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SUMMARY:Il malloppo
DESCRIPTION:Due ladri inesperti decidono di svaligiare la banca accanto all’impresa di pompe funebri in cui lavorano\, ma sono costretti a nascondere la refurtiva nella bara della madre appena deceduta di uno di loro. Così tra furti\, omicidi\, intrighi amorosi e indagini\, inizia una rocambolesca sequela di situazioni spassose e assurde\, tipiche dell’umorismo nero britannico. \nNote di regia\nIl Malloppo di Joe Orton è una dark comedy dai toni farseschi e dalla comicità dissacrante. Il dialogo serrato\, iperbolico e surreale\, mutuato dal teatro dell’assurdo mette in campo una critica spietata alla società inglese degli anni Sessanta. Ma Orton\, con il suo stile anarchico\, contro le forme della “buona società borghese”\, anticipa i toni della cultura underground e della rivoluzione punk. Il rituale della celebrazione funebre e del matrimonio\, il fideismo religioso\, la legalità e la giustizia vengono spogliati del loro significato profondo per lasciare spazio ai desideri morbosi che le convenzioni borghesi vogliono reprimere e tenere nascosti. Si tratta di una commedia tutta da ridere\, ma Il Malloppo non è soltanto questo. «È un incubo freudiano» dice il giovane Hal che sistema il corpo della madre in un armadio\, per poi nascondere i soldi rubati nella bara della defunta. Orton\, con il suo humor sottile e corrosivo\, ci spinge a mostrare lo scandalo dei “fantasmi nascosti negli armadi”. \nATTENZIONE\nLe date di recupero\, che sarebbe dovuto andare in scena il 13 e 14 gennaio 2024\, sono:\n– 19 aprile ore 21\,00 per chi possiede l’abbonamento “Prosa turno DOMENICA” e chi ha acquistato i biglietti singoli per la data del 14 gennaio ore 17\,30;\n– 20 aprile ore 21\,00 per chi possiede l’abbonamento “Prosa turno SABATO” o “PACCHETTO MERCADANTE” e chi ha acquistato i biglietti singoli per la data del 13 gennaio ore 21\,00.
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